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Consigli pratici e stracuriosi per insegnare ai bambini a lavarsi e vestirsi da soli

Lavarsi e vestirsi da soli? Che divertimento!

Come insegnare ai bambini a lavarsi e vestirsi da soli? Ecco alcuni consigli pratici per trasformare in routine i piccoli gesti quotidiani.

Quando il tempo non basta mai…

Ogni mattina, in città, un genitore si sveglia e sa che dovrà correre più veloce del suo bambino per non essere in ritardo.

Chi è mamma o papà lo sa: al mattino uscire di casa in orario può essere fonte di grande stress, per grandi e piccini.

E così, nella furia della corsa per la sopravvivenza quotidiana, spesso anche i genitori più attenti sono costretti a prendere una decisione tanto dolorosa quanto necessaria (non senza aver prima implorato comprensione e perdono alla sacra effige di Maria Montessori): lavare e vestire i propri bambini, invece di lasciarglielo fare da soli.

Con il risultato che, anche oggi, l’obiettivo educativo “favorire l’autonomia del mio bambino” è andato a farsi friggere.

Ma non tutto è perduto: con qualche piccolo accorgimento, i piccoli gesti quotidiani di autonomia possono trasformarsi in routine.

Consigli pratici per l’autonomia e l’igiene personale dei bambini

Ecco quindi tre consigli pratici su come insegnare ai bambini a lavarsi e vestirsi da soli, condivisi dallo psicoterapeuta Alberto Pellai nel suo libro “L’educazione emotiva. Come educare al meglio i nostri bambini con le neuroscienze“, a cui aggiungo tre miei consigli, già sperimentati e collaudati con il mio bambino di 5 anni.

1. Il timer per il lavaggio dei denti

Usare un timer o – meglio – una piccola clessidra con cui controllare il tempo di spazzolamento dei denti.

2. Il test degli odori

Chiedere al bambino di farci sentire come sono profumate le mani o quanto è buono l’aroma del suo alito dopo che si è lavato i denti.

3. Il gioco delle tre saponette

Usare tre saponette di tre gusti diversi, così che dopo che il vostro bambino si è lavato possiate provare a indovinare, odorandogli le mani, quale saponetta ha usato (e qui vi consiglio di sbagliare, almeno ogni tanto).

4. La canzoncina di accompagnamento

Accompagnare il lavaggio delle mani con il canto di un breve motivetto della durata necessaria per una pulizia accurata (venti secondi circa). Potete anche cimentarvi a inventarne uno tutto vostro, utilizzando una melodia conosciuta a cui cambierete solo le parole (occhio che sia in rima!).

5. La scelta guidata

Coinvolgerlo nella scelta dell’abbigliamento proponendogli due opzioni già selezionate da voi la sera prima, magari invitandolo anche a fare un abbinamento dei colori.

6. La gara a chi si veste prima

Vestirvi (o infilarvi il pigiama) insieme, proponendo una gara a chi fa prima. Al via, correte ognuno nella propria stanza e uscite solo quando sarete completamente vestiti. Ovviamente, abbiate cura di uscire solo dopo di lui. Insomma, bluffate! Sarà una innocente e piccola bugia fatta a fin di bene, così che si senta capace e gratificato.

Piccoli gesti oggi per buone abitudini domani

Insegnare a un bambino a lavarsi e vestirsi da solo va al di là del singolo atto di autonomia in sé: significa fargli comprendere che la cura del proprio corpo ha a che fare con la salute e il benessere, temi importantissimi che da grande lo vedranno impegnato in gesti ancora più responsabili.

Come infatti afferma lo stesso Pellai nel suo libro:

Se in futuro un bambino imparerà a mangiare in modo sano, a essere fisicamente attivo, se da adolescente riuscirà a resistere alla pressione dei compagni che lo inviteranno a bere, fumare, fare uso di sostanze, è perché già da piccolo ha appreso, grazie anche ai gesti della cura del corpo, che il suo benessere è nelle sue mani, che avere cura di sé è un passaggio fondamentale in cui investire le giuste e le migliori energie.

Provate e fateci sapere se ha funzionato, inviandoci un messaggio o condividendo la vostra esperienza sui canali social con l’hashtag #stracuriosi.

Educare può essere meno faticoso di quel che sembra, se adottiamo la strategia giusta e proviamo a divertirci insieme ai nostri bambini. 

Alessandra Maltempo

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