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Educare i bambini al digitale: una responsabilità collettiva

Come affrontare la sovraesposizione dei bambini agli schermi?

Nell’articolo “Sopravvivere al digitale: una nuova sfida educativa” abbiamo visto quanto l’esposizione eccessiva agli schermi possa incidere sul benessere e sullo sviluppo dei bambini e quanto sia importante che genitori ed educatori acquisiscano maggiore consapevolezza rispetto al ruolo che il digitale occupa nella loro vita quotidiana.

Ma essere consapevoli del problema non è sufficiente. Occorre capire come affrontarlo concretamente e, soprattutto, riconoscere che l’educazione a un uso consapevole del digitale non può essere affidata alla sola famiglia.

È proprio in questa prospettiva che si inserisce il progetto europeo Surviving Digital, dalla cui ricerca contributiva, affiancata dalle buone pratiche messe in campo dalla città di Saint-Denis (Comune alle porte di Parigi capofila del progetto), è emerso che il problema può essere affrontato solo attraverso un sistema integrato e una sinergia tra diversi soggetti.

Questo perché bisogna guardare all’uso eccessivo del digitale non più come a un problema del singolo o del nucleo familiare, ma come a un’emergenza sociale che, in quanto tale, deve preoccupare (e riguardare) innanzitutto l’istituzione pubblica Stato, attraverso i suoi diversi apparati. L’abuso del digitale ha un impatto sul benessere fisico e psichico dell’intera popolazione e nessuno di noi è immune.

È quindi principalmente lo Stato che – insieme alla Scuola e alle organizzazioni private – deve intervenire in modo da educare a un uso corretto, consapevole e positivo del digitale, mettendo in campo diverse azioni quali:

  • campagne di sensibilizzazione;
  • creazione di strumenti tangibili e trasferibili per adulti e genitori (studi, metodologie, guide e incontri di formazione);
  • interventi nelle scuole di educazione al digitale da personale specializzato;
  • scambi di know-how e buone pratiche su scala nazionale ed internazionale.

Un approccio pratico all’educazione digitale

Ciò che come Pot in Pot e Accademia degli Stracuriosi stiamo facendo è contribuire alla stesura e alla pubblicazione di un manuale mediante il quale offrire a genitori ed educatori strumenti pratici con cui affrontare e gestire il rapporto con il digitale.

Il manuale intende proporre attività alternative al digitale, insieme ad attività che utilizzano sì il digitale, non come sostituto, ma come supporto. Il digitale (specifichiamolo a scanso di equivoci!) è infatti un “medium” e come tale non può essere né buono né cattivo. È l’uso che se ne fa a fare la differenza.

In attesa che una rete organica si attivi (e prima ancora di affrontare temi ancora più specifici legati a una vera e propria educazione al digitale), è bene che i genitori abbiano ben presente queste semplici linee guida.

Poche e semplici regole: il primo passo spetta ai genitori

In ambito italiano, nel 2018 la Società Italiana di Pediatria ha dato indicazioni molto specifiche, invitando i genitori a non utilizzare smartphone e tablet prima dei 2 anni e comunque mai durante i pasti e prima di andare a dormire.

Nel rapporto L’enfat et les écrans (Bambini e schermi) del 2013, l’Accademia Francese delle Scienze precisa che dopo i 2 anni bisogna tenere il tempo di utilizzo dello schermo entro i 15 minuti e che la fruizione debba avvenire sempre con la mediazione di un adulto.

Successivamente, a partire dai 5 anni, il tempo di fruizione può aumentare fino a 45 minuti. Molti studiosi consigliano in ogni caso di non utilizzare videogiochi prima dei 6 anni e internet prima dei 9. Dai 9 ai 12 si apre la possibilità di utilizzare i contenuti web, ma mai in autonomia.

Sul ruolo di mediatore del genitore (o comunque dell’adulto) dedica ampio spazio Cosimo Di Bari nel suo libro I nativi digitali non esistono, con particolare riferimento all’azione di accompagnamento.

Cosa significa accompagnare? Significa osservare le reazioni del bambino e interagire con lui per stimolare la riflessione su quanto visto, ma anche per utilizzare quei contenuti come pre-testo per affrontare la discussione e/o l’approfondimento sui temi più disparati.

Quali limiti per una gestione consapevole del digitale?

La gestione consapevole del digitale è un’azione fondamentale in ambito educativo. Gestire vuol dire innanzitutto stabilire – in base all’età del bambino – regole e limiti relativi:

  • al tempo di esposizione (quanto?);
  • al momento di fruizione (quando?);
  • ai contenuti e alla tipologia dello strumento digitale (cosa?).

In ogni caso mai utilizzare i dispositivi per calmare o distrarre i bambini.

Infine, citando Di Bari: “Oltre a prevedere tempi e contenuti, l’esposizione non dovrebbe avvenire in autonomia o in isolamento: un’attenzione da mantenere almeno fino ai 10 anni, anche se la presenza dell’adulto tenderà gradualmente a sfumare”.

Alessandra Maltempo

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